Nel cuore del Sannio beneventano, tra i declivi del Matese e del Taburno, nasce nel 1960 una realtà che avrebbe segnato profondamente la storia enologica campana. Pasquale Pengue, mosso da una visione tecnico-qualitativa pionieristica per l'epoca, fonda la sua cantina a Castelvenere, un territorio che custodisce un primato straordinario: con 11 chilometri quadrati su 14 interamente coltivati a vite, questo comune rappresenta la più alta concentrazione vitata dell'intera Campania. Non è solo un dato statistico, ma il manifesto identitario di una zona dove la vite e l'uomo hanno intrecciato un legame indissolubile attraverso i secoli. I suoli alluvionali, arricchiti da elementi argillosi, sabbiosi e componenti di origine vulcanica, offrono alle uve una complessità minerale unica, mentre il microclima temperato favorisce una maturazione graduale e armoniosa. La famiglia Pengue ha costruito negli anni una tradizione vitivinicola Castelvenere che oggi si estende attraverso una rete capillare di oltre quattrocento aziende agricole partner e circa milleduecento ettari di vigneti, un ecosistema produttivo che valorizza il lavoro dei vignaioli locali e preserva la biodiversità del territorio.
La linea Vignolè nasce dall'idea di selezionare le migliori espressioni vinicole della regione, destinate ai canali professionali più esigenti: ristoranti stellati, enoteche specializzate e ipermercati di fascia alta. Questa gamma rappresenta l'evoluzione qualitativa di un progetto che affonda le radici nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, quelli che già nell'antica Roma erano celebrati per la loro eccellenza e che oggi tornano a conquistare i palati più raffinati. Tra le proposte di punta emerge la Falanghina frizzante IGP, una versione spumantizzata del vitigno simbolo del Sannio che esprime freschezza e vivacità aromatica, perfetta per accompagnare un antipasto a base di salumi e formaggi del territorio o per aprire una cena importante con eleganza. La perlage fine e persistente si sposa magnificamente con la sapidità della mozzarella di bufala campana o con la delicatezza di un prosciutto crudo stagionato, creando equilibri gustativi che esaltano sia il vino che le eccellenze gastronomiche locali. Accanto a questa proposta troviamo il vino Aglianico DOC, un rosso strutturato e complesso che racconta la potenza del vitigno principe dell'Italia meridionale, capace di regalare note intense di frutti scuri, spezie e tabacco, ideale per piatti di carne rossa brasata o formaggi stagionati dalla personalità decisa.
Il packaging e design riflette la filosofia di un brand che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Le bottiglie, pensate per distinguersi sulle carte dei vini più curate e sugli scaffali delle enoteche, comunicano immediatamente l'appartenenza al territorio attraverso un'estetica pulita ed essenziale, dove ogni elemento grafico richiama la denominazione d'origine e la tipicità varietale. L'attenzione ai dettagli si estende anche alla scelta dei materiali: in linea con il progetto Sannio Sustainability promosso dal Consorzio di Tutela, la cantina sta orientando le proprie scelte verso soluzioni sempre più sostenibili, dall'alleggerimento del vetro alla riduzione della carbon footprint, dimostrando che qualità e responsabilità ambientale possono convivere armoniosamente. Le caratteristiche organolettiche e le note di degustazione che contraddistinguono i vini bianchi rivelano sfumature floreali e agrumate che si esprimono al meglio nei vitigni autoctoni campani, regalando esperienze sensoriali di grande finezza e complessità aromatica.