Tonno e specialità di mare Callipo

Dal 1913 valorizza ogni piatto con condimenti per pasta, tonno selezionato e specialità calabresi, raccontando una tradizione gastronomica che conquista generazioni.

Tonno, filetti di alici e Nduja di Spilinga: il gusto del mare nelle ricette quotidiane

La storia di Callipo comincia nel 1913 a Pizzo Calabro, quando Giacinto Callipo decide di trasformare l’antica sapienza della pesca e della lavorazione del tonno in un’arte organizzata, rigorosa e tutta italiana, fondata sul rispetto delle stagioni del mare e sulla scelta delle parti migliori del pesce. In un territorio dove il profumo di salsedine incontra la manualità delle tonnare, la giovane impresa si distingue per l’attenzione alla qualità e per una filiera che valorizza la materia prima con tempi lenti, asciugature controllate e confezionamento meticoloso. Negli anni Venti arriva un riconoscimento che segna l’immaginario collettivo, la licenza di Fornitore Ufficiale della Real Casa, a testimonianza di una reputazione costruita con costanza e competenza. L’azienda cresce senza perdere la vocazione artigianale e, tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, introduce scelte innovative che dialogano con la tradizione, come l’uso del vetro per raccontare a colpo d’occhio il colore e la compattezza dei tranci. La svolta del centenario consolida un percorso fatto di investimenti in tecnologia pulita, energie rinnovabili e miglioramento continuo dei processi, mantenendo la lavorazione in Italia e l’identità calabrese come punto fermo. L’evoluzione del marchio segue lo stesso ritmo: il rosso iconico resta protagonista, mentre il restyling del packaging rende più chiara la lettura di origine, qualità e taglio, con etichette pensate per orientare chi cucina ogni giorno ricette semplici o preparazioni più creative. Dal laboratorio di Pizzo alle linee produttive di Maierato, la catena del valore rimane trasparente, con controlli attenti e una cultura d’impresa che riconosce il ruolo delle persone, dagli addetti al taglio ai tecnologi alimentari che curano l’integrità organolettica del prodotto finito.

Questa identità si riflette in una gamma capace di unire sapori mediterranei e tecnica di conservazione. Il cuore dell’offerta resta il tonno, lavorato con attenzione ai tempi di cottura e all’armonizzazione tra tessitura del trancio e condimento, così da preservare profumo marino e struttura compatta. Accanto ai classici in lattina, le versioni in vetro valorizzano la naturalità del taglio e invitano a usare il prodotto non solo come scorta di dispensa ma come ingrediente protagonista. La tradizione calabrese prosegue con la Nduja di Spilinga, crema piccante a base di carne e peperoncino che nasce da ricette territoriali e si presta a dare carattere a bruschette, uova e sughi. In cucina quotidiana, l’abbinamento tra pasta secca di semola e conserve ittiche resta un equilibrio collaudato, e chi ama la semplicità può esplorare vari formati nella categoria dedicata alla pasta, pensando a condimenti veloci con olio buono, capperi, scorza di limone o pomodoro fresco, in cui la sapidità del mare incontra profumi agrumati e note vegetali. Alla stessa famiglia appartengono i filetti di alici, dal taglio sottile e regolare, ottimi per completare insalate croccanti, pizze casalinghe e pinzimoni, oppure per realizzare salse di fondo come la classica bagna cauda in chiave mediterranea. Le linee di condimenti per pasta e le specialità territoriali dialogano poi con dispensa e frigo, permettendo di costruire menù completi in pochi passaggi, dalla bruschetta piccante allo spaghetto con emulsione di olio e acqua di cottura in cui il trancio sfilacciato rilascia sapore con delicatezza.

La forza del marchio è anche nel modo in cui racconta i propri valori attraverso il packaging. Le etichette attuali, essenziali e leggibili, evidenziano provenienza della lavorazione in Italia e scelta delle parti migliori, mentre il vetro ribadisce trasparenza e consente di valutare colore e compattezza prima dell’apertura. Questa chiarezza non è solo estetica ma funzionale, perché aiuta a distinguere formati e usi in cucina, dal trancio consistente per insalate ricche alla versione più morbida per crema spalmabile e tartine. L’attenzione alla sostenibilità tocca l’intero ciclo di vita del prodotto, con sistemi energetici efficienti e politiche ambientali orientate alla riduzione degli sprechi. I controlli di qualità sono scanditi da protocolli severi e affiancati da certificazioni internazionali come ISO, BRC e IFS che attestano standard elevati in sicurezza alimentare e gestione dei processi. All’interno dello stabilimento, tempi e temperature sono calibrati per preservare gli aromi del mare e garantire texture equilibrate, mentre la salamoia o l’olio extravergine selezionato dialogano con il taglio del pesce in un rapporto di complementarità e non di copertura.

Per chi ama esplorare il mondo delle conserve con uno sguardo informato, risultano utili approfondimenti che raccontano come scegliere tra trancio e filetto, come bilanciare la sapidità del mare con verdure di stagione, oppure come trasformare un piatto essenziale in qualcosa di memorabile grazie a un’emulsione ben fatta e a una cottura della pasta al dente. Ulteriori spunti riguardano le origini storiche delle preparazioni calabresi, la diffusione della ‘nduja tra fine Ottocento e primo Novecento e l’evoluzione delle ricette domestiche fino alla cucina contemporanea, con focus nutrizionali su proteine nobili, omega 3 e porzioni equilibrate per tutta la famiglia. Chi ricerca ispirazioni può soffermarsi su guide dedicate alla dispensa ideale, percorsi sensoriali che confrontano tagli in olio e al naturale e itinerari gastronomici che uniscono il mare del Tirreno a sapori di terra come cipolle rosse, peperoncino e agrumi, senza dimenticare i consigli per un corretto recupero dell’olio di governo all’interno di vinaigrette, salse e panature.

Una curiosità che racconta bene lo spirito del brand riguarda il rapporto con il territorio e con le persone che lavorano nella filiera. Negli anni più recenti l’azienda ha messo in atto iniziative di responsabilità sociale che riconoscono il valore del capitale umano, confermando come l’attenzione alla qualità non si esaurisca nel prodotto finito ma abbracci comunità, benessere e stabilità del lavoro. Questa visione ha camminato di pari passo con l’innovazione tecnica, dalle linee dedicate al controllo della temperatura alle procedure per la tracciabilità dei lotti, fino ai sistemi fotovoltaici che riducono l’impronta energetica dello stabilimento. La vocazione calabrese si traduce così in uno stile produttivo sobrio ed efficiente, dove il dettaglio conta quanto l’insieme e la costanza quotidiana costruisce fiducia nel tempo.

Nella cucina di ogni giorno il contributo di Callipo è la capacità di unire memoria e praticità, facendo incontrare la profondità del mare con la semplicità di gesti familiari. Un vasetto in vetro che lascia intravedere tranci compatti suggerisce insalate con legumi, verdure di campo e pane tostato, mentre una lattina maneggevole entra in sughi veloci montati a crudo con poco amido di cottura e profumi d’orto. La Nduja di Spilinga amplifica i sughi di pomodoro con un tocco piccante misurato e trasforma la fetta di pane del pranzo in ufficio in uno spuntino pieno di carattere. I filetti di alici offrono il guizzo sapido per bilanciare creme di verdure e formaggi freschi, oppure diventano base per burri composti da sciogliere su paste ripiene e risotti. Ogni confezione dialoga con la dispensa e rende accessibile una cucina essenziale, nutriente e contemporanea, in cui pochi ingredienti ben scelti raccontano il Mediterraneo con sobrietà e precisione. In questo equilibrio tra tradizione e modernità, Callipo continua a essere un riferimento per chi desidera portare in tavola sapori autentici e ben riconoscibili, sostenuti da una filiera trasparente, da impegni concreti in sostenibilità e da un linguaggio visivo che guida con chiarezza le scelte, favorendo un rapporto di fiducia che si rinnova ricetta dopo ricetta.

Qualità

BRC e IFS – Standard globali per la sicurezza alimentare

Certificata secondo gli standard BRC (British Retail Consortium) e IFS (International Featured Standards), che garantiscono controlli rigorosi in tutte le fasi della produzione e distribuzione. Questi riconoscimenti attestano che il Tonno Callipo, i Filetti di Alici e i condimenti per pasta sono prodotti in ambienti controllati, nel rispetto delle normative internazionali sulla sicurezza alimentare.

UNI EN ISO 14001 – Gestione ambientale certificata

Ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14001 per il proprio sistema di gestione ambientale. L’azienda investe in impianti fotovoltaici, utilizza materiali riciclabili e adotta pratiche produttive orientate alla sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale delle sue attività nel rispetto del territorio calabrese.

FAQ

È stato fondato nel 1913 a Pizzo Calabro da Giacinto Callipo. È una delle prime aziende italiane a inscatolare tonno mediterraneo, ed è oggi un marchio storico riconosciuto anche a livello internazionale per la qualità delle sue conserve ittiche.

I prodotti più rappresentativi sono il Tonno in olio d’oliva (disponibile anche in vetro), i Filetti di Alici Calippo e la Nduja di Spilinga. A questi si affiancano condimenti per pasta e tonno, sughi pronti e specialità calabresi realizzate con ingredienti italiani selezionati.

Il tonno viene lavorato interamente in Italia, nello stabilimento di Maierato (VV), in Calabria. La lavorazione artigianale è affiancata da tecnologie avanzate, con controlli qualità severi e una filiera tracciata al 100%.

Sì, investe attivamente nella sostenibilità ambientale e sociale. Utilizza energia rinnovabile, riduce gli sprechi e adotta packaging riciclabili. Ha anche riconosciuto il valore dei propri dipendenti premiandoli con bonus straordinari, dimostrando un forte impegno verso il territorio e la comunità.

Prodotti

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